#TREMINUTI PRIMA - Insieme per la legalità... "Si può cambiare"

25 Maggio. Ore 11. Con l’applauso per le oltre novecento Vittime della mafia comincia il “concerto” di speranze e riflessioni all’Auditorium Rai di Palermo. Il progetto si presenta subito nella sua sostanza e nei suoi contenuti più sinceri: la voce dei sei ragazzi che raccontano e si raccontano “Insieme per la legalità”. I giovani partecipanti al progetto si sono cimentati alla riscoperta della legalità, per assorbire il valore della giustizia, conoscere le realtà sociali sul territorio e imparare l’utilizzo della tecnologia al servizio degli altri e dell’informazione pubblica, contro il cyber-bullismo e contro ogni utilizzo scorretto dei mezzi di comunicazione. Con queste grandiose premesse – che agli albori dell’iniziativa potevano sembrare pretenziose – è nato un percorso faticoso ma non privo di soddisfazioni.

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Girolamo di Giovanni dell’associazione Libera racconta: “i tre minuti che ogni volta passo a pensare di andarmene da questa città, per tutta una serie di motivi una città faticosa, ma che tutto sommato, ripensando dentro quei minuti, vale la pena di essere vissuta ”

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Salvatore Inguì, assistente sociale del distretto Trapani e referente di Libera Trapani: “Prima di un mio lancio col paracadute mi è stato detto – sicuramente non si aprirà! – Nei miei tre minuti prima di aprire il paracadute ho imparato una lezione importante: allenarmi a prevedere le conseguenze di ogni mio gesto. La paura è il sentimento più importante della mia vita. Se non avessi la consapevolezza delle mie paure, probabilmente sarei già spiaccicato su di una strada”


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Il movimento anti-mafia: una lotta con molte sfaccettature

di Carl Bradshaw, Società delle Relazioni Internazionali, Gothenburg

Mentre mi gusto un caffè e fumo una sigaretta in un piccolo bar in uno dei vecchi quartieri di Palermo, osservo le vie intorno a me, popolate da un gran numero di Vespe e di turisti. In qualche modo, gli aspetti moderni del capoluogo siciliano sembrano distanti e fuori luogo in un contesto dove il patrimonio storico e culturale hanno molto più di un semplice impatto emotivo su di me. I vicoli stretti, con il bucato ondeggiante steso dall’altra parte della strada, danno un’autentica atmosfera di una forte presenza storica. Cosa Nostra è vecchia tanto quanto molti di questi edifici che mi circondano ed è presente in Sicilia dalla metà del XIX secolo. Insieme ad altri quattro studenti di Gothenburg e circa trenta partecipanti di altri paesi europei, mi trovo qui per uno scambio internazionale promosso dal Programma Erasmus, dal nome Hand in Hand Contro la Mafia, il cui obiettivo principale è stato quello di promuovere i valori democratici per cercare sempre di più, di diffondere un modus operandi, contro la criminalità organizzata a livello europeo. E’ un dato di fatto, infatti, che il crimine organizzato sia una preoccupazione comune a molte nazioni europee e pertanto, iniziative come queste sono di grande importanza. Libera Palermo, l’associazione che sta dietro questo progetto, è una realtà locale facente parte dell’organizzazione nazionale Libera e che lavora su diversi fronti, per combattere la criminalità organizzata. Promuovere l’aumento dei salari minimi attraverso campagne sociali, organizzare eventi di promozione alla legalità, sono solo pochi esempi delle tante attività di Libera. Alcuni cambi strutturali della società potrebbero essere di vitale importanza per evitare la possibilità che i lavoratori con un salario minimo, considerino il crimine organizzato come una via che gli assicuri il loro legittimo “pezzo di torta”. Questo è un elemento fondamentale specialmente nel caso delle generazioni più giovani, bersaglio preferito della Mafia. Il Teatro Massimo, dove sono state girate le scene finali de “Il Padrino - parte III”, è a pochi passi da dove sono seduto. Da una parte, Cosa Nostra sembra assente, ma l’effetto della presenza della Mafia caratterizza Palermo e la società siciliana. Proprio dall’altra parte della strada da dove mi trovo, l’edificio è splendidamente decorato da incisioni. Come in altre parti del mondo, lo scopo delle immagini decorate è stato anche quello di sfidare i potenti e, in Sicilia, la principale forza da combattere è Cosa Nostra. Un’immagine che spesso raffigura la mafia è il polpo che con i suoi tentacoli, si propaga in tutte le direzioni, danneggiando così la società. Parlando con i siciliani, si può capire a cosa sia capace la Mafia. L’estorsione è comune a molti commercianti, quello che si chiama pizzo; se un negoziante si rifiutasse di pagarlo, probabilmente un “collaboratore” della Mafia potrebbe fargli visita, discutendo con lui circa i benefici che otterrebbe nel pagarlo. Se il pizzo continua a non essere pagato, il passo successivo potrebbe essere una finestra distrutta in mille pezzi o della colla messa nella serratura. L’interazione diretta con le vittime è da evitare per non essere smascherati.

L’immagine della Mafia, è stata un po’ romanzata: le varie generazioni sono state abituate ad una rappresentazione distorta della criminalità organizzata attraverso personaggi fittizi come Michael Corleone e Tony Soprano, ma la distanza tra finzione e realtà è significativa. I nostri stravaganti anti-eroi si dedicano ad attività illegali, come contrabbando, estorsione e omicidio, ma quello che li distingue dai veri mafiosi è che loro trasmettono una sorta di fascino. I veri mafiosi come Salvatore “Totò” Riina e Bernardo Provenzano, non fanno lo stesso effetto come le loro controparti televisive. Riina, spesso descritto come uno dei mafiosi più spietati di tutti i tempi, fu responsabile della morte di 100-200 persone, inclusi i due magistrati anti-mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Ad eccezione di Cosa Nostra in Sicilia, le principali organizzazioni mafiose italiane consistono nell’Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona Unita in Puglia e la Camorra a Napoli. Accanto al pensiero comune, secondo cui le Mafie affondano i propri tentacoli nelle istituzioni e nella vita politica, Carina Gunnarsson, dell’Università di Uppsala, esperta del fenomeno antimafioso, spiega che il movimento contro la criminalità organizzata è un fenomeno da essere preso in grande considerazione a tutti i livelli della società.

Si parla di mafia dal 1860, quando il fenomeno nacque nelle campagne per poi diffondersi anche in città, accanto al quale ci sono sempre stati dei movimenti antimafiosi che nel corso delle decadi hanno dato vita a realtà sempre più strutturate e conosciute.

 “Addiopizzo” è un esempio perfetto che illustra questa battaglia al crimine organizzato. Durante gli ultimi dieci anni ha riscontrato una risposta forte e chiara dai cittadini. Lavorando insieme ai commercianti che non vogliono pagare il pizzo, colpiscono Cosa Nostra ad un livello economico  così dimostrando che fronteggiare la criminalità organizzata, è possibile. Il fatto che l’iniziativa sia  partita da cinque giovani attivisti nel 2004, mostra che un’azione mossa da poche persone può avere un impatto grande. Il motto dell’associazione è “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

Nel corso degli ultimi venti anni, Cosa Nostra ha messo in atto una strategia il cui obiettivo è quello di tenere un “profilo basso”; alcuni sostengono che la protesta pubblica del 1992, in seguito alle uccisioni dei due magistrati anti-mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, abbia imposto alla Mafia di attuare questa strategia. Nel corso del tempo, la situazione con Cosa Nostra è radicalmente cambiata; le iniziative per contrastare il crimine organizzato sono state organizzate dal Governo Italiano ma, per un lungo periodo, i Democratici Cristiani a Roma si sono coalizzati con le stesse forze che sostenevano di voler combattere. E’ difficile dire fino a che punto la Mafia abbia avuto ed abbia rapporti con i politici, forze dell’ordine e altre istituzioni politiche, ma è chiaro comunque che la società civile gioca un ruolo fondamentale. Mentre per alcuni siciliani l’argomento “Mafia” è  ancora un tabù, altri hanno deciso di fare qualcosa di concreto: Alessandro è uno di questi. Dopo che uno dei suoi familiari morì in una sparatoria, per le strade di Palermo, decise di intraprendere la lotta contro il crimine organizzato. La classica situazione in cui vieni ucciso perché ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una tecnica comune ai clan mafiosi è, infatti, sfruttare i cittadini, utilizzandoli come scudo contro le forze dell’ordine o altri gruppi mafiosi con cui combattono. Alessandro non è solo nella sua lotta ma fa parte dell’associazione anti-mafia Agende Rosse che ha l’obiettivo di proteggere le persone che potrebbero essere colpite dalla Mafia. Attualmente sono molti i cittadini che combattono contro la Mafia con impegno. Questa lotta ha molte sfaccettature e anche i gesti più “piccoli” sono importanti.

E’ inoltre utile ricordare che la mafia non esiste solo nel Sud Italia ma anche in molti  paesi europei. I governi e i cittadini di tutta Europa dovrebbero finalmente capire l’importanza della lotta al crimine organizzato. Aggiungo inoltre che il supporto della Commissione Europea per la produzione di questa pubblicazione non influenza quanto contenuto in questo articolo, in quanto frutto del pensiero degli autori e, pertanto, la Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso fatto delle informazioni ivi contenute.

Carl Bradshaw, Società delle Relazioni Internazionali, Gothenburg. 

 

 
Il Premio Mario Francese quest'anno presenta una novità, uno spazio dedicato alle scuole, coordinato dalle associazioni Libera e Uomini del Colorado. Un progetto che guarda con interesse all'evoluzione dei mezzi di comunicazione che ha trasformato il mondo dell'informazione rendendo i giovani sempre più protagonisti. E per dare più spazio al protagonismo dei giovani si è guardato con interesse al mondo della scuola, per cercare di dare voce alle nuove generazioni di reporters in erba e stimolare la loro partecipazione attiva attraverso contributi quali news, blog, social network, video, giornali scolastici, web radio e qualsiasi altra forma espressiva. L'idea di fondo quella di attivare, nel segno della lezione professionale e dell'esempio di Mario Francese, percorsi formativi all'interno degli istituti al fine di stimolare la curiosità dei ragazzi e la voglia di raccontare la realtà che li circonda. Il Premio Francese costituisce la "cornice" finale per dare risalto e massima valorizzazione al lavoro degli studenti.
Al progetto, partito quest'anno in via sperimentale, hanno aderito alcuni istituti palermitani. Il Liceo Classico Vittorio Emanuele II, il Liceo Scientifico Benedetto Croce, il Liceo Psicopedagocico Regina Margherita, il Liceo Classico Meli. Il tema: "La scuola, il quartiere". I ragazzi hanno scelto sopratutto la formula del racconto. Al centro il quartiere di Ballarò, con i suoi odori, le sue sfumature, le contraddizioni, le mille problematiche. Prodotto anche un video. Su questi link due articoli pubblicati sul sito web www.marioegiuseppefrancese.it:
 
Venerdì, 26 Febbraio 2016 16:41

Venti anni dall'approvazione della legge 109

 Il 7 marzo 1996 la legge 109 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali entrava in vigore e segnava una svolta epocale nel contrasto alle mafie nel nostro Paese. Un successo per lo Stato, per la rete di Libera e per tutti i cittadini che avevano sostenuto con un milione di firme la petizione popolare a sostegno della proposta di legge. Il 7 marzo 2016 ricorrono 20 anni dall'entrata in vigore della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Per questa ricorrenza saranno organizzati diversi eventi, fra i quali:

Domenica 6 Marzo - Cena di autofinanziamento verso il 21 marzo - presso l'agriturismo Portella della Ginestra (clicca qui per info sull'evento)

Lunedì 7 Marzo - Tavola rotonda - presso La Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità (clicca qui per info sull'evento)

 

 

Il giorno 26 febbraio è fissata l'udienza per il confronto all'americana tra Vincenzo Agostino e Giovanni Aiello. La lettera di Luigi Ciotti a Vincenzo

"Carissimo Vincenzo,

voglio dirti che Libera è vicina a te - come ad Augusta e a tutti i tuoi cari - nella difficile situazione che stai per affrontare.

Sappi che in quei momenti - che ti faranno rivivere, una volta di più, il dolore per la perdita di Antonio, di Ida e del nipotino che aveva in grembo - la tua sete di verità e di giustizia saranno anche le nostre.

Saremo nelle tue emozioni, nelle parole che dirai, nella forza che certamente saprai attingere dal tuo grande cuore di fronte a una prova così difficile. Ma voglio anche dirti, con queste poche righe, "grazie".

Grazie per tutto quello che ci hai dato e continui a darci.

Grazie per la tua tenacia, grazie per il tuo coraggio, grazie per la tua testimonianza e per la tua coerenza.

E grazie per la tua dignità, che insegna le cose importanti per cui vivere e quelle - la verità e la giustizia - senza le quali una società non può dirsi né umana né civile.

Sempre con stima e affetto. Non venga mai meno la speranza. Un forte abbraccio."

Luigi

 XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Messina 21 Marzo 2016

 

“Vogliamo ricordarli tutti. Quelli di cui conosciamo il nome e quelli di cui non siamo ancora riusciti a trovare informazioni sufficienti. A tutte le vittime della violenza mafiosa va il nostro omaggio e la nostra promessa di impegno”

La XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa ogni anno da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” si svolgerà a Messina lunedì 21 marzo.

I nomi delle circa novecento vittime innocenti delle mafie saranno letti insieme, perché sono tutti morti per la democrazia e la libertà del nostro Paese. E ricordarci che a quei nomi ed alle loro famiglie dobbiamo parte della dignità del nostro Paese.

Maggiori informazioni sulla manifestazione saranno disponibili sul sito www.memoriaeimpegno.it

 

Libera Palermo sta provvedendo all'organizzazione di Autobus da Palermo per partecipare all'evento, per info puoi contattarci su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o allo 091322023

 

 (video della XX Giornata della Memoria e dell'Impegno tenutasi a Bologna lo scorso anno)

www.memoriaeimpegno.it

Sabato, 30 Gennaio 2016 15:34

Moni Ovadia per Miseria Ladra

Alla presenza di Moni Ovadia, testimonial della campagna MISERIA LADRA, dialogheremo sulle emergenze attuali legate alle mancanze di diritti umani, di pace, di mobilità, alle crisi nel mediterraneo, alle cause delle guerre e delle diseguaglianze.

Interverranno anche: Fulvio Vassallo Paleologo avvocato, attivista, esperto di diritto d'asilo; Gregorio Porcaro Coordinatore di Libera in Sicilia; Adham Darawsha Presidente della Consulta delle Culture al Comune di Palermo; Nicola Teresi Presidente Emmaus Palermo e Referente Campagna Miseria Ladra;

Sarà anche l'occasione per ricordare l'anniversario del famoso discorso in radio dell'Abbè Pierre, fondatore di Emmaus, del 1 febbraio 1954 grazie al quale partì l'"insurrezione della bontà" da parte dei cittadini francesi a Parigi ed in molte altre città della Francia.

Libera Palermo è partner di ArtS, l'alleanza internazionale a sostegno dei giovani artisti ed artigiani

 

ArtS è un progetto triennale finanziato dal Programma Erasmus+ che si propone di attingere dalle potenzialità del settore culturale e creativo (CCS) per aumentare la crescita e il numero dei posti di lavoro in questo settore e quindi promuovere forme di economia culturale a vari livelli: locale, regionale, nazionale e transnazionale.

Il coordinamento palermitano di Libera sostiene le azioni della Rete dei centri socioeducativi per disabili di Palermo ONLUS.

Giovedì 14 dalle 10 alle 13 saremo insieme davanti Palazzo delle Aquile per difendere i diritti e manifestare solidarietà alle persone disabili ed ai loro familiari.

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